Quando i Radiohead ammutolirono i venticinquemila di Capannelle

Un'esplosione da vent'anni dicevamo.

Dicevamo l'altro giorno, su questo quotidiano, della musica dei Radiohead che non è rock né elettronica né pop; che è un'esplosione da vent'anni.

Ma poi sabato sera all'Ippodromo di Capannelle, Thom Yorke stava dentro a una luce bianca - più della metà del concerto se n'era già andata coi venticinquemila del pubblico che erano una folla felice che cantava saltava ululava ballava e si faceva infilare da un pezzo dietro l'altro - e gli sono bastati due accordi a Thom Yorke, e intonare "wake from your sleep and dry all your tears", gli sono bastate voce e chitarra soltanto per stendere una spessa quiete e bianca, come la luce dentro cui stava, sopra l'esplosione di cui dicevamo e che durava da vent'anni; per lasciare neppure uno di quei tanti sul prato di Capannelle col respiro o una parola. Per calare e poi governare il silenzio su venticinquemila storie strette intorno, e tutte insieme, a un uomo che adesso è soltanto voce e chitarra.

E' successo nella prima parte dell'esecuzione di Exit music for a film, una canzone che i Radiohead composero praticamente su commissione nel '95 per il Romeo+Juliet del regista Baz Luhrmann, e che del concerto con il quale sabato scorso la band inglese ha chiuso l'edizione 2012 del Rock in Roma, ha rappresentato il momento che non si può scordare.

Poi l'esplosione è ricominciata. E gli ex ragazzi di Oxford l'hanno regalata per intero ai fan della capitale con una performance potente e di vertiginosa. Avveniristica la scenografia, con schermi rotanti sospesi a mezz'aria a mostrare i volti dei musicisti immersi nei colori. Ventiquattro, in oltre due ore di live, le canzoni proposte, tratte per la gran parte dagli album Kid A, In Rainbows e The king of limbs.

La feroce Daily Mail dedicata a Berlusconi. Un'apertura di concerto psichedelica con la sofisticata Lotus flower. Interpretazioni da brivido quelle di Nude e Reckoner. Superba Pyramid Song. Necessario l'arrivederci al pubblico romano sulle note di Everything in its right place; per dire che sì ragazzi, è stata una notte in cui per davvero e per una volta ogni cosa era al suo giusto posto.

Christian Poccia

Articolo pubblicato su Cinque Giorni Quotidiano il 25 settembre 2012

Christian Poccia

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